26 Settembre 2020
percorso: Home > Articoli > Notizie

Capinera di Rosy Bonfiglio al Parco Archeologico

Sarà l´attrice Rosy Bonfiglio con "Capinera" ad aprire la stagione 2017 al Parco Archeologico di Kaukana.

Lo spettacolo sarà portato in scena domenica 16 luglio alle ore 21.30.

Rosy Bonfiglio, giovane attrice di fama nazionale e di origini siciliane, dopo la formazione all´Accademia Nazionale d´Arte Drammatica Silvio d´Amico di Roma, è stata selezionata dal M° Luca Ronconi per il Corso di Specializzazione presso il suo Centro Studi a Santa Cristina, recitando - tra le altre esperienze - sotto la regia di Gabriele Lavia al Teatro Argentina a Roma e, nel 2014, al Teatro Greco di Siracusa nella tragedia "Coefore-Eumenidi" con la regia di Daniele Salvo.

Lo spettacolo, dopo aver debuttato al Teatro Studio Uno di Roma e ospite del Festival Ad Arte 2016 di Calcata (VT), ha debuttato in Sicilia il 26 luglio 2016 al Castello Medievale di Palazzolo Acreide per essere quindi rappresentato in varie località nell´ambito del progetto "Capinera - un volo fra le meraviglie d´Italia".

Ispirato al capolavoro Verghiano "Storia di una capinera" del 1869, la Bonfiglio porterà in scena la storia di una fanciulla, Maria, condannata alla monacazione da un destino familiare sfortunato. Non ancora compiuti i voti, durante l´epidemia di colèra che colpisce Catania alla fine del 1800, la giovane torna temporaneamente in campagna, dalla sua famiglia: pochi mesi per scoprire il mondo, la vita e la bellezza della libertà. Pochi mesi per conoscere dolorosamente l´amore per un uomo, esplosione assoluta di impulsi sconosciuti e ingestibili per una piccola anima fragile e digiuna di esperienze.
Maria, come una tragica Cenerentola sconta i soprusi di una matrigna gelida e indifferente, le debolezze di un padre troppo devoto alla moglie, le angherie di un destino che non perdona la libertà, piuttosto la condanna. Maria incarna perfettamente un conflitto da tipica eroina tragica, pagando con la vita il prezzo della dolorosa scoperta del senso critico, inteso come coscienza, sguardo personale sulla realtà.

Come un piccolo Edipo al femminile, Maria si mette in viaggio, seppur inconsapevolmente, alla ricerca della propria verità, scontrandosi con l´inevitabile dualità dei sentimenti umani e con la difficoltà di appropriarsi di una giovinezza fino a quel momento castrata e mortificata.
Questa messa in scena, come il romanzo di Verga, vuole essere un testamento emotivo di lettere e pensieri di una giovane ragazza, di una persona, un essere umano che buca le tenebre dell´ignoranza, un animo sensibile che, al di là delle problematiche etiche e religiose diventa simbolo della voglia di libertà, della scoperta, anche tragica, di se stessi, della donna, che di fronte ai muri insormontabili che la imprigionano, si fa aquilone, uccello, capinera.

Capienza limitata a 200 posti a sedere.

Contributo libero a partire da Euro 10,00.